Oggi vorrei parlare del progetto Memory Line (filo della memoria)che si svolge a Pescia. Un gruppo di persone del luogo, di età opposte,(quindi senior e junior) si incontrano periodicamente per parlare del tempo che fu. I giovani ascoltano. I ricordi del passato di questi Pesciatini doc, sono molto interessanti e anche divertenti. Mostrano una realtà che i nostri giovani non conoscono. o che conoscono solo a livello storico in generale. E' molto interessante, infatti sapere ciò che succedeva in quegli anni, proprio nella nostra città con veri episodi vissuti. Gli argomenti e soprattutto i documenti ( foto) di quel tempo sono numerosissimi. I giovani hanno modo così di mettere a confronto le due epoche, di valutare le situazioni, di riflettere e di trarne insegnamenti. E' un progetto interessante dal quale dovranno nascere dei prodotti. Il primo di questi, sarà un libro con la raccolta di tutte queste memorie. Avrò modo di parlarne in seguito. Intanto mando un saluto a tutti.Questo blog é nato per caso, ma mi appassiona moltissimo,perché é luogo di scritti del passato e del presente, nonché scambio di opinioni e di idee. Ideale per il relax in compagnia di un buon caffè. BLOG creato da Stella il 3 Maggio 2007
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martedì 12 giugno 2007
MEMORY LINE
Oggi vorrei parlare del progetto Memory Line (filo della memoria)che si svolge a Pescia. Un gruppo di persone del luogo, di età opposte,(quindi senior e junior) si incontrano periodicamente per parlare del tempo che fu. I giovani ascoltano. I ricordi del passato di questi Pesciatini doc, sono molto interessanti e anche divertenti. Mostrano una realtà che i nostri giovani non conoscono. o che conoscono solo a livello storico in generale. E' molto interessante, infatti sapere ciò che succedeva in quegli anni, proprio nella nostra città con veri episodi vissuti. Gli argomenti e soprattutto i documenti ( foto) di quel tempo sono numerosissimi. I giovani hanno modo così di mettere a confronto le due epoche, di valutare le situazioni, di riflettere e di trarne insegnamenti. E' un progetto interessante dal quale dovranno nascere dei prodotti. Il primo di questi, sarà un libro con la raccolta di tutte queste memorie. Avrò modo di parlarne in seguito. Intanto mando un saluto a tutti.sabato 2 giugno 2007
CARI RICORDI
I ricordi del mio passato sono numerosi.
Preferisco ricordare quelli belli perché mi sono rimasti ben impressi nella memoria e li ricordo anche con molta nostalgia. Io abitavo e abito tuttora nella periferia di Pescia, quindi i nostri giochi erano legati al luogo e all’ambiente in cui si viveva. Posso quindi affermare, che ogni momento di vita non è mai uguale a quello di un’altra persona. Lo stesso episodio, infatti, è vissuto da ognuno, in maniera diversa, anche se il soggetto è lo stesso.
Negli anni che andavano dal ‘57 al ‘61 ( il periodo della scuola elementare) il divertimento di noi ragazzini di periferia era quello di ritrovarsi in un campo adiacente alla borgata dove noi abitavamo.Dopo aver svolto i compiti della scuola elementare, si trascorrevano i pomeriggi giocando liberi e sfogando tutta la nostra fantasia in quel campo vicino alle case. Eravamo piccoli e quindi si facevano dei giochi innocenti di gruppo. Si giocava a nascondino, a fazzoletto, a mosca cieca, a mondo, a palla a volo, ai ciottolini, si costruiva l’aquilone, si correva per vedere chi arrivava prima ( anche a gamba zoppa ), si facevano i girotondi, si cantava Madama Doré.
La cosa è cambiata molto negli anni a venire, quando noi bimbe, crescendo non avevamo più la libertà di giocare come prima con i maschi. Nel periodo della scuola media infatti, nella mia frazione c’era un istituto di suore, quindi, io come altre bambine fui mandata da queste suore per trascorrere i pomeriggi, in modo che i genitori potessero lavorare tranquilli. Anche in questi anni i miei ricordi sono molto belli.Per noi grandicelle la Madre Superiora, aveva organizzato un laboratorio dove ci era insegnato l’arte del ricamo. A me piaceva stare nel gruppo e creare centrini e piccoli lavoretti che io portavo con orgoglio a casa dai genitori. Oltre a questa attività si cantava e si preparavano recite che poi erano rappresentate con la presenza dei genitori.
Inoltre ogni Domenica mattina si cantava la Messa con la suora dell’asilo.Con il trascorrere del tempo,però, anche questa parentesi si chiuse.Infatti negli anni che vanno dal ‘66 al ‘71, frequentavo la scuola superiore e quindi il divertimento, in questo periodo dell’adolescenza, cambiò molto. Le ore di svago erano molto più limitate a causa dello studio e quindi la Domenica era l’unico giorno in cui si poteva incontrare le nostre amiche. Nei primi anni di questa mia adolescenza ricordo che i miei genitori mi permettevano di uscire e di ritornare da sola ad orari ben precisi e sempre nel pomeriggio della domenica. Avevo 15-16 anni ed io con le mie amiche prendevamo le nostre biciclette e andavamo al cinema a Pescia.
Si, perché, noi di periferia all’epoca ci si spostava tutti in bicicletta, compreso l’andare a scuola. Arrivati a Pescia , le bici si depositavano da un signore che si chiamava Mino, che dietro compenso ce le guardava e all’occorrenza le accomodava anche. Ritornando al cinema, ricordo di aver visto alcuni bei film. Infatti a Pescia c’era il Cinema Splendor e il Cinema Garibaldi che erano molto frequentati. Ricordo che all’ingresso, si acquistavano i pop corn e i semi di zucca salati per mangiarli durante lo spettacolo. Il film che mi è rimasto più impresso è stato “ Via col vento” e poi un documentario sulla Polinesia (non ricordo il titolo) dove due ragazzi come noi esploravano quei luoghi con bellissime spiagge e fondali meravigliosi. Rimasi talmente colpita da quelle immagini, che per molto tempo hanno rappresentato per me un sogno impossibile, ma bellissimo. Questo periodo, però, fu anche quello in cui nacque l’era del “beat” ed anche il movimento giovanile di protesta “ Figli dei fiori”
Noi ragazzine eravamo molto condizionate da queste nuove idee anticonformiste, così si chiuse la parentesi del cinema e si aprì quella del ballo.
I nostri idoli ,infatti erano i Beatles e i Rolling Stones . I primi rappresentavano la musica un po’ moderata, i secondi, la più scatenata. Quello che ci attirava molto era la loro trasgressione, con i loro capelli lunghi e il loro strano abbigliamento,tanto che i nostri diari scolastici erano pieni delle loro foto. Le Domeniche quindi si trascorrevano nelle sale da ballo. Inizialmente le mie prime uscite, di quel periodo erano sempre accompagnate dalla mamma, che in compagnia di altre stava seduta al tavolo del bordo pista forse per controllare,forse perché era l’usanza del momento ( il buon
costume) o forse perché per l’epoca eravamo ancora un po’ piccole. Ricordo che noi ragazze, sedute accanto alla mamma aspettavamo che ci fosse chiesto il ballo da qualche ragazzo. Finita la musica si ritornava educatamente al tavolo. Io ricordo, però che mi emozionavo molto sia perché erano le prime volte che ballavo con i ragazzi, sia perché c’era la visione della mamma. Come ho accennato prima però, erano gli anni della protesta giovanile ( figli dei fiori) quindi il modo di divertirsi cambiò molto, sia perché anch’io stavo crescendo, sia perché quelle nuove idee condizionarono anche un po’ i genitori che diventarono più permissivi. Così, le mamme rimasero a casa mentre noi ragazze di 18-19 anni si poteva uscire da sole, pomeriggio e sera.
Erano gli anni ‘70.
Pescia però, oltre al cinema,offriva poco, così si frequentavano le sale da ballo fuori della nostra città. Questo è un po’ la storia del divertimento della mia gioventù I ricordi riferiti a questi episodi sono per me molto preziosi perché mi permettono di confrontare la realtà di oggi con quella di ieri e di constatare come cambia il mondo.
I ricordi del mio passato sono numerosi.
Preferisco ricordare quelli belli perché mi sono rimasti ben impressi nella memoria e li ricordo anche con molta nostalgia. Io abitavo e abito tuttora nella periferia di Pescia, quindi i nostri giochi erano legati al luogo e all’ambiente in cui si viveva. Posso quindi affermare, che ogni momento di vita non è mai uguale a quello di un’altra persona. Lo stesso episodio, infatti, è vissuto da ognuno, in maniera diversa, anche se il soggetto è lo stesso.
Negli anni che andavano dal ‘57 al ‘61 ( il periodo della scuola elementare) il divertimento di noi ragazzini di periferia era quello di ritrovarsi in un campo adiacente alla borgata dove noi abitavamo.Dopo aver svolto i compiti della scuola elementare, si trascorrevano i pomeriggi giocando liberi e sfogando tutta la nostra fantasia in quel campo vicino alle case. Eravamo piccoli e quindi si facevano dei giochi innocenti di gruppo. Si giocava a nascondino, a fazzoletto, a mosca cieca, a mondo, a palla a volo, ai ciottolini, si costruiva l’aquilone, si correva per vedere chi arrivava prima ( anche a gamba zoppa ), si facevano i girotondi, si cantava Madama Doré.
La cosa è cambiata molto negli anni a venire, quando noi bimbe, crescendo non avevamo più la libertà di giocare come prima con i maschi. Nel periodo della scuola media infatti, nella mia frazione c’era un istituto di suore, quindi, io come altre bambine fui mandata da queste suore per trascorrere i pomeriggi, in modo che i genitori potessero lavorare tranquilli. Anche in questi anni i miei ricordi sono molto belli.Per noi grandicelle la Madre Superiora, aveva organizzato un laboratorio dove ci era insegnato l’arte del ricamo. A me piaceva stare nel gruppo e creare centrini e piccoli lavoretti che io portavo con orgoglio a casa dai genitori. Oltre a questa attività si cantava e si preparavano recite che poi erano rappresentate con la presenza dei genitori.
Inoltre ogni Domenica mattina si cantava la Messa con la suora dell’asilo.Con il trascorrere del tempo,però, anche questa parentesi si chiuse.Infatti negli anni che vanno dal ‘66 al ‘71, frequentavo la scuola superiore e quindi il divertimento, in questo periodo dell’adolescenza, cambiò molto. Le ore di svago erano molto più limitate a causa dello studio e quindi la Domenica era l’unico giorno in cui si poteva incontrare le nostre amiche. Nei primi anni di questa mia adolescenza ricordo che i miei genitori mi permettevano di uscire e di ritornare da sola ad orari ben precisi e sempre nel pomeriggio della domenica. Avevo 15-16 anni ed io con le mie amiche prendevamo le nostre biciclette e andavamo al cinema a Pescia.
Si, perché, noi di periferia all’epoca ci si spostava tutti in bicicletta, compreso l’andare a scuola. Arrivati a Pescia , le bici si depositavano da un signore che si chiamava Mino, che dietro compenso ce le guardava e all’occorrenza le accomodava anche. Ritornando al cinema, ricordo di aver visto alcuni bei film. Infatti a Pescia c’era il Cinema Splendor e il Cinema Garibaldi che erano molto frequentati. Ricordo che all’ingresso, si acquistavano i pop corn e i semi di zucca salati per mangiarli durante lo spettacolo. Il film che mi è rimasto più impresso è stato “ Via col vento” e poi un documentario sulla Polinesia (non ricordo il titolo) dove due ragazzi come noi esploravano quei luoghi con bellissime spiagge e fondali meravigliosi. Rimasi talmente colpita da quelle immagini, che per molto tempo hanno rappresentato per me un sogno impossibile, ma bellissimo. Questo periodo, però, fu anche quello in cui nacque l’era del “beat” ed anche il movimento giovanile di protesta “ Figli dei fiori”
Noi ragazzine eravamo molto condizionate da queste nuove idee anticonformiste, così si chiuse la parentesi del cinema e si aprì quella del ballo.
I nostri idoli ,infatti erano i Beatles e i Rolling Stones . I primi rappresentavano la musica un po’ moderata, i secondi, la più scatenata. Quello che ci attirava molto era la loro trasgressione, con i loro capelli lunghi e il loro strano abbigliamento,tanto che i nostri diari scolastici erano pieni delle loro foto. Le Domeniche quindi si trascorrevano nelle sale da ballo. Inizialmente le mie prime uscite, di quel periodo erano sempre accompagnate dalla mamma, che in compagnia di altre stava seduta al tavolo del bordo pista forse per controllare,forse perché era l’usanza del momento ( il buon
costume) o forse perché per l’epoca eravamo ancora un po’ piccole. Ricordo che noi ragazze, sedute accanto alla mamma aspettavamo che ci fosse chiesto il ballo da qualche ragazzo. Finita la musica si ritornava educatamente al tavolo. Io ricordo, però che mi emozionavo molto sia perché erano le prime volte che ballavo con i ragazzi, sia perché c’era la visione della mamma. Come ho accennato prima però, erano gli anni della protesta giovanile ( figli dei fiori) quindi il modo di divertirsi cambiò molto, sia perché anch’io stavo crescendo, sia perché quelle nuove idee condizionarono anche un po’ i genitori che diventarono più permissivi. Così, le mamme rimasero a casa mentre noi ragazze di 18-19 anni si poteva uscire da sole, pomeriggio e sera.
Erano gli anni ‘70.
Pescia però, oltre al cinema,offriva poco, così si frequentavano le sale da ballo fuori della nostra città. Questo è un po’ la storia del divertimento della mia gioventù I ricordi riferiti a questi episodi sono per me molto preziosi perché mi permettono di confrontare la realtà di oggi con quella di ieri e di constatare come cambia il mondo.
giovedì 24 maggio 2007
Gocce della mia memoria
3° Goccia : L'APPROCCIO SENTIMENTALE NEI GIOVANI DI IERI E DI OGGI
Il periodo dell'adolescenza é vissuto dai ragazzi in maniera diversa, però si può affermare che ci sono dei punti in comune a tutti nei confronti dell'approccio sentimentale, secondo le usanze dei luoghi e delle epoche. Ai nostri tempi i giovani, nei giorni di festa, facevano i nastri nella piazza del paese. Era un modo per mettersi in mostra,. Infatti, noi ragazzine ci mettevamo il vestito della festa e andavamo a prendere la panna in un bar in cima di piazza. Anche oggi succede questo, ma con un linguaggio diverso: i famosi nastri si sono trasformati in vasche. L'approccio avveniva, in genere, con molta discrezione. Un saluto, una frase come ad esempio " non ci siamo già visti da qualche parte?" ecc. ecc. Iniziava così il corteggiamento, una serie d'appuntamenti innocui, fondati più sull'amicizia che altro. Si partecipava alle feste organizzate in famiglia, accontentandosi di passare delle ore insieme e soprattutto accontentandosi di sguardi e d'attenzioni. Tutto questo durava per molto tempo e se le cose andavano bene poi seguiva il fidanzamento ufficiale nelle famiglie. Devo ricordare che questo periodo pre-fidanzamento, a volte era molto sofferto, perché gli incontri erano, in genere, segreti e all'insaputa di tutti. Oggi le cose sono ben diverse, non tanto per i luoghi d'incontro( es. durante le vasche o durante l'aperitivo oggi molto di moda ecc.) ma soprattutto per il modo con il quale i ragazzi si mettono insieme. Oggi i ragazzi ci provano e le ragazze difficilmente dicono di no. Oggi prima si fa tutto e dopo se ne parla. Oggi é tutto molto più veloce. Questi diversi modi d'approccio sentimentale riflettono due epoche diverse. Noi adulti spesso ci meravigliamo di questi atteggiamenti moderni, ma io mi domando, e non so rispondere: " In quale delle due epoche i giovani hanno vissuto la loro adolescenza nel modo più felice?"
Il periodo dell'adolescenza é vissuto dai ragazzi in maniera diversa, però si può affermare che ci sono dei punti in comune a tutti nei confronti dell'approccio sentimentale, secondo le usanze dei luoghi e delle epoche. Ai nostri tempi i giovani, nei giorni di festa, facevano i nastri nella piazza del paese. Era un modo per mettersi in mostra,. Infatti, noi ragazzine ci mettevamo il vestito della festa e andavamo a prendere la panna in un bar in cima di piazza. Anche oggi succede questo, ma con un linguaggio diverso: i famosi nastri si sono trasformati in vasche. L'approccio avveniva, in genere, con molta discrezione. Un saluto, una frase come ad esempio " non ci siamo già visti da qualche parte?" ecc. ecc. Iniziava così il corteggiamento, una serie d'appuntamenti innocui, fondati più sull'amicizia che altro. Si partecipava alle feste organizzate in famiglia, accontentandosi di passare delle ore insieme e soprattutto accontentandosi di sguardi e d'attenzioni. Tutto questo durava per molto tempo e se le cose andavano bene poi seguiva il fidanzamento ufficiale nelle famiglie. Devo ricordare che questo periodo pre-fidanzamento, a volte era molto sofferto, perché gli incontri erano, in genere, segreti e all'insaputa di tutti. Oggi le cose sono ben diverse, non tanto per i luoghi d'incontro( es. durante le vasche o durante l'aperitivo oggi molto di moda ecc.) ma soprattutto per il modo con il quale i ragazzi si mettono insieme. Oggi i ragazzi ci provano e le ragazze difficilmente dicono di no. Oggi prima si fa tutto e dopo se ne parla. Oggi é tutto molto più veloce. Questi diversi modi d'approccio sentimentale riflettono due epoche diverse. Noi adulti spesso ci meravigliamo di questi atteggiamenti moderni, ma io mi domando, e non so rispondere: " In quale delle due epoche i giovani hanno vissuto la loro adolescenza nel modo più felice?"
Goccie della mia memoria

2° GOCCIA: MOMENTI DI VITA
Intorno agli anni '60, ricordo molto bene l'usanza di ANDARE A VEGLIA. all'epoca il televisore non c'era ancora in tutte le case, così dopo una bella giornata di lavoro, le famiglie si riunivano, quando da una, quando da un'altra, per passare la serata, parlare del più e del meno e anche spettegolare. Nelle sere estive, poi si usciva , ma non come si fa ora con la macchina, ma si usciva con la sedia fuori della porta di casa. Le donne infatti si radunavano sui marciapiedi per prendere il fresco e per spettegolare. All'epoca le poche macchine che c'erano, la sera non viaggiavano, quindi la strada diventava luogo per divertirci e per fare i nastri, passeggiando. Gli uomini invece si radunavano, tutti seduti, sul marciapiede davanti all'unico bar che c'era nella strada, per discutere soprattutto di sport. Per me quelle serate erano bellissime. Ricordo che noi bambine eravamo sempre in cerca di lucciole che poi mettevamo sotto i bicchieri perché nella notte facevano i soldi. Devo dire che in quegli anni si socializzava molto. Oggi purtroppo, le lucciole non ci sono più, almeno nella mia zona e quei momenti di ritrovo sono rarissimi o legati ad incontri causali.
sabato 19 maggio 2007
Goccia della mia memoria
1° goccia - GIOCHI INNOCENTI
Durante la mia infanzia, abitavo nel centro di una frazione, costituita da una strada e da due filari di case. Questo luogo era una borgata circondata dalla campagna e distaccata da Pescia. Ora la campagna é piena di costruzioni e la frazione ha l' aspetto di una città molto abitata. All'epoca gli abitanti della strada si conoscevano tutti, e noi bambini del luogo, trascorrevamo i pomeriggi tranquilli e liberi in un campo vicino alle case, dove ci si ritrovava e si giocava facendo innocui giochi di gruppo ( a mondo, al fazzoletto, a mosca cieca, recite improvvisate, a raccoglier pinoli, a ciottolini,a nascondino ecc. ecc. ) Si passavano delle ore bellissime che non potrò mai dimenticare, mentre i genitori lavoravano senza preoccuparsi troppo. Oggi i bambini, con tutti i pericoli che ci sono nella nostra società, sono costretti a trascorrere i pomeriggi sempre sotto la tutela di un responsabile o con attività sportiva o con i nonni o in casa alla televisione o al computer. Inoltre oggi, sembra che non si possa più giocare se non si posseggono giochi costosi ( playstation, ecc. )
Alla mia epoca si giocava con niente, solo con la fantasia e devo ammettere che ci si divertiva moltissimo.Per questo mi domando: " Ma i bambini di oggi vivono spensieratamente la loro fanciullezza?
Durante la mia infanzia, abitavo nel centro di una frazione, costituita da una strada e da due filari di case. Questo luogo era una borgata circondata dalla campagna e distaccata da Pescia. Ora la campagna é piena di costruzioni e la frazione ha l' aspetto di una città molto abitata. All'epoca gli abitanti della strada si conoscevano tutti, e noi bambini del luogo, trascorrevamo i pomeriggi tranquilli e liberi in un campo vicino alle case, dove ci si ritrovava e si giocava facendo innocui giochi di gruppo ( a mondo, al fazzoletto, a mosca cieca, recite improvvisate, a raccoglier pinoli, a ciottolini,a nascondino ecc. ecc. ) Si passavano delle ore bellissime che non potrò mai dimenticare, mentre i genitori lavoravano senza preoccuparsi troppo. Oggi i bambini, con tutti i pericoli che ci sono nella nostra società, sono costretti a trascorrere i pomeriggi sempre sotto la tutela di un responsabile o con attività sportiva o con i nonni o in casa alla televisione o al computer. Inoltre oggi, sembra che non si possa più giocare se non si posseggono giochi costosi ( playstation, ecc. )
Alla mia epoca si giocava con niente, solo con la fantasia e devo ammettere che ci si divertiva moltissimo.Per questo mi domando: " Ma i bambini di oggi vivono spensieratamente la loro fanciullezza?
giovedì 17 maggio 2007
GOCCE DELLA MIA MEMORIA
Il mio anno di nascita é il 1951, perciò il passato vissuto non è poi molto remoto.Nonostante ciò, in questo mezzo secolo di vita, ho visto delle trasformazioni radicali, sia negli aspetti del luogo in
cui abito, sia nei costumi e tradizioni della popolazione. L'evoluzione ha avuto un andamento sempre crescente, velocizzandosi ancora di più con l'insediamento della tecnologia. Questa ha modificato tutti gli aspetti della nostra vita, migliorandola, ma facendoci perdere anche dei valori che in passato ci rendevano molto più ricchi spiritualmente e che io rimpiango molto.
Questi brevi e semplici ricordi li chiamerò: " GOCCE DELLA MIA MEMORIA"
cui abito, sia nei costumi e tradizioni della popolazione. L'evoluzione ha avuto un andamento sempre crescente, velocizzandosi ancora di più con l'insediamento della tecnologia. Questa ha modificato tutti gli aspetti della nostra vita, migliorandola, ma facendoci perdere anche dei valori che in passato ci rendevano molto più ricchi spiritualmente e che io rimpiango molto.
Questi brevi e semplici ricordi li chiamerò: " GOCCE DELLA MIA MEMORIA"
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